
Google Ads per studi medici: intercettare chi sta già cercando un terapista
Google Ads per studi medici serve a farsi trovare a valle di una decisione già presa. Una ricerca come «osteopata» più il nome di un comune non è qualcuno che valuta se curarsi: è qualcuno che ha già scelto il trattamento e non sa ancora a chi rivolgersi. Il lavoro della campagna è mettere il tuo nome sotto gli occhi di quella persona nei pochi secondi in cui la scelta è ancora aperta.
È il servizio per fisioterapisti, osteopati, chiropratici e massoterapisti che hanno uno studio aperto (o lo stanno aprendo) e vogliono nuovi pazienti direttamente in studio senza toccare la piattaforma pubblicitaria. Le campagne le costruiamo, le lanciamo e le teniamo noi.
Si parte da una candidatura: guardiamo la tua zona, la tua disponibilità in agenda e il tipo di pazienti che vuoi vedere. Se è un caso che sappiamo servire, si parte; se non lo è, te lo diciamo.
Che cosa intercetta davvero una campagna sulla ricerca
La pubblicità su Google non fabbrica il bisogno: lo raccoglie mentre passa. Le persone che stiamo intercettando hanno già un sintomo, già un'intenzione e quasi sempre già una fretta: cercano «chiropratica vicino a me», «osteopata» seguito dal nome del comune, «fisioterapista» seguito dal quartiere. Sono ricerche misurate, non ipotesi: le abbiamo davanti nella ricerca keyword che facciamo prima di aprire qualsiasi campagna.
In pratica, fare pubblicità su Google significa presentarsi a chi ha già scritto il problema, non interrompere chi stava guardando altro. Questo cambia tutto nel modo in cui si costruisce l'annuncio: non devi spiegare a nessuno che cos'è l'osteopatia, devi rispondere alla domanda che ha appena scritto, dire dove sei e dire quando può venire. Per lo stesso motivo fare pubblicità con Google Ads su una parola sbagliata costa esattamente quanto farla su quella giusta — ed è il punto in cui le campagne fai-da-te si svuotano in silenzio.
Il lavoro vero, quindi, non è «essere su Google». È decidere quali ricerche meritano il tuo budget, quali vanno escluse una per una, in quale raggio attorno allo studio, in quali ore della settimana. La pubblicità Google Ads che gestiamo è quella della rete di ricerca: testo, non immagini, e una parola digitata da qualcuno che sta già cercando.
Che cosa è incluso
Non è un pacchetto di «gestione campagne»: è una sequenza di decisioni prese sulle frasi che le persone digitano.
- Le ricerche della tua zona, contate una per una. Sapere con quali parole esatte chi ha mal di schiena vicino a te cerca aiuto, invece di indovinarle.
- La separazione fra ricerche che valgono una prima visita e ricerche che valgono solo una lettura. Chi scrive il nome del mestiere e il comune non merita lo stesso annuncio di chi scrive il nome di un sintomo.
- Annunci costruiti sulle parole della ricerca. Se l'annuncio non contiene ciò che la persona ha appena scritto, il clic lo paghi lo stesso e lo perdi in tre secondi.
- La scelta della pagina d'arrivo fra quelle che hai già. Il clic va sulla tua pagina più vicina alla ricerca fatta, non sulla home.
- Le esclusioni. Fuori chi cerca corsi, esercizi da fare a casa, lavoro, rimborsi e mestieri diversi dal tuo: sono ricerche che assomigliano alle tue e non prenoteranno mai.
- La qualificazione della richiesta. Farti arrivare persone che vogliono prenotare, non curiosi.
- La correzione su ciò che le ricerche reali insegnano. Le frasi digitate che hanno portato pazienti restano e si allargano; quelle che hanno portato solo clic diventano esclusioni.
Google Ads, come funziona quando il punto di partenza è una parola già digitata
La pubblicità su Google come funziona si capisce da un fatto solo: tutto parte dalla frase che il paziente ha scritto nella barra di ricerca, ed è quella frase a decidere l'annuncio, la pagina d'arrivo e ciò che va escluso.
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Mappiamo le ricerche della tua zona.
Prima di spendere un euro guardiamo quali formulazioni esistono davvero attorno al tuo studio e con quale intenzione: chi cerca un trattamento, chi cerca un prezzo, chi cerca una definizione.
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Dividiamo le campagne per intenzione.
Chi scrive il nome del mestiere più la città non è la stessa persona che scrive il nome di un sintomo. Non ricevono lo stesso annuncio.
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Scriviamo gli annunci sulle parole del paziente.
L'annuncio riprende la ricerca fatta, non il gergo professionale. Zero promesse cliniche: diciamo che cosa fai e come si prenota.
- 04
Mandiamo il clic sulla tua pagina più coerente con la ricerca fatta.
Chi ha scritto il nome di un sintomo e chi ha scritto il nome del tuo mestiere non devono atterrare nello stesso punto.
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Escludiamo.
Le frasi che hanno portato clic e nessun appuntamento diventano esclusioni, una per una. È lavoro noioso e ripetitivo, ed è quello che separa una campagna che regge da una partenza entusiasmante che poi si spegne.
- 06
Correggiamo su ciò che le ricerche insegnano.
Su Google Ads una campagna si aggiusta rileggendo le frasi realmente digitate da chi ha cliccato: sono loro a dire quale parola va comprata di più e quale va spenta.
Su Google Ads i costi si decidono parola per parola, non a listino
Chi cerca «pubblicità su Google costi» sta cercando un numero unico, e quel numero non esiste: ogni frase digitata ha un prezzo suo, e la stessa frase non costa uguale in un capoluogo e in un comune di provincia. Su Google Ads i costi dipendono da quanto è contesa quella parola dove sei tu (è un'asta: più colleghi la vogliono, più sale), da quanto ciò che offri corrisponde a ciò che è stato digitato, e da quante delle ricerche che compri sono davvero vicine a una prenotazione. Le ultime due leve le governiamo noi, e sono quelle che fanno scendere il costo di una richiesta reale.
Non pubblichiamo tariffe né budget consigliati, per un motivo semplice: il numero giusto dipende dalla tua zona, dalla tua agenda e da quanti giorni alla settimana sei disponibile a trattare. Sono cose che si guardano nella chiamata di selezione, non su una pagina. Quello che possiamo dirti prima è come ragioniamo: si parte da quanti nuovi pazienti puoi realmente ricevere, non da quanto si può spendere.
Che cosa cambia con un'agenzia Google Ads che sa quali ricerche non comprare
Un'agenzia generalista compra le parole che sembrano giuste: «fisioterapia», «mal di schiena», «osteopatia». Sono le stesse parole che digita chi cerca esercizi da fare a casa, chi vuole solo capire che cos'è un trattamento e chi sta cercando un corso — e le paghi tutte allo stesso prezzo di chi voleva prenotare. Le ricerche di un paziente hanno regole loro: una parte non prenoterà mai, un'altra parte cerca un collega diverso dal tuo, e la differenza fra «fisioterapista» e «osteopata» nella testa di chi cerca è molto più sfumata di quanto sia nella tua.
Lavoriamo su Google Ads in Italia, in italiano: sappiamo che chi scrive «dolore cervicale» sta cercando una spiegazione, mentre chi scrive il nome del tuo mestiere seguito da quello del suo comune sta cercando un appuntamento — e che fra le due formulazioni ci sono decine di sfumature da comprare o da escludere. Se vuoi vedere come si incastra tutto il resto per la tua categoria, ci sono le pagine dedicate al marketing per fisioterapisti e al marketing per chiropratici; l'elenco completo delle leve sta nell'hub dei servizi.
La pubblicità Google (AdWords, per chi l'ha conosciuta col vecchio nome) è cambiata parecchio: oggi buona parte delle decisioni le prende l'automazione della piattaforma, e il margine di vantaggio si è spostato su chi le dà i dati giusti da cui imparare. Cioè su chi sa dirle quali frasi digitate meritano un'offerta e quali vanno lasciate ai concorrenti.
Che cosa questo servizio non fa, e a chi passa la palla
Non crea domanda dove non c'è.
Su Google puoi solo raccogliere ricerche che qualcuno sta già facendo. Se nella tua zona quelle ricerche sono poche — succede nei comuni piccoli, e succede con le figure professionali che una parte delle persone non sa ancora di poter cercare — la rete di ricerca da sola non basta, e il lavoro passa alle campagne Meta per studi medici.
Non gestisce il paziente dopo il clic.
La campagna finisce quando la richiesta arriva. Chi risponde, chi ricontatta quello che non risponde al primo tentativo, chi manda il promemoria per evitare i buchi in agenda: quello è il CRM per studi medici. Una campagna eccellente con nessuno che risponde produce solo clic pagati.
Non promette una posizione.
Nessuno può garantirti di stare in cima ai risultati: si compete a ogni singola ricerca, e il risultato cambia per zona, orario e concorrenti. Chi ti promette il primo posto ti sta vendendo qualcosa che non è suo.
Non decide la tua agenda al posto tuo.
Le ricerche fatte ogni mese attorno al tuo studio sono un numero finito: se apri due mezze giornate, si comprano solo le frasi più vicine alla prenotazione e si lasciano cadere tutte le altre, comprese quelle che avrebbero portato lavoro. Si sceglie quali ricerche vale la pena vincere, non quante persone raggiungere.
Che cosa dicono i terapisti che ci sono passati
Una premessa onesta: le recensioni pubblicate su dicono di noi parlano del servizio completo — campagne, CRM e assistenza che fissa gli appuntamenti — non della sola parte Google.
Le riportiamo per quello che sono: singoli casi, con tempi e situazioni diversissime fra loro.
Valerio Tomassetti, osteopata. Benedetta Colletta, osteopata. Ambra Anfosso, osteopata.
"Non ho dovuto sentire ne parlare con nessuno e mi sono trovato i pazienti in studio. Lo consiglio a chiunque voglia aprirsi uno studio o lavori in proprio"
Valerio TomassettiPartner Med-Wave "Sono partita scettica a causa di esperienze precedenti con agenzie marketing i risultati invece sono stati brillanti. "
Benedetta CollettaPartner Med-Wave " Siete strepitosi e accompagnate l'operatore in tutto e per tutto! La mia prima disponibilità dopo 15 giorni è tra oltre due settimane."
Ambra AnfossoPartner Med-Wave
Si parte da qui
Se hai uno studio di terapia manuale e vuoi che chi sta già cercando un terapista nella tua zona trovi te, il passo è uno solo: candidati. Guardiamo la tua situazione e ti diciamo se possiamo esserti utili.
Domande frequenti
Come fare pubblicità su Google se ho uno studio piccolo e una zona affollata?
Si restringe invece di allargare: un raggio piccolo attorno allo studio, poche ricerche molto vicine alla prenotazione, tutto il resto escluso. Uno studio piccolo non perde contro i centri grandi perché spende meno, perde quando compra le stesse ricerche generiche che comprano loro.
Quanto costa la pubblicità su Google per uno studio di terapia manuale?
Non esiste una cifra valida per tutti e non ne pubblichiamo: il prezzo si forma per singola frase digitata, e la stessa frase costa una cosa nel tuo comune e un'altra a venti chilometri, dove i colleghi che la vogliono sono di più. Ne parliamo nella chiamata di selezione, con davanti le ricerche che esistono davvero nella tua zona.
Google Ads o campagne Meta: qual è il canale giusto per il mio studio?
Google raccoglie le ricerche che esistono già; le campagne Meta servono quando quelle ricerche nella tua zona sono troppo poche. Se il tuo comune è piccolo, o la tua figura professionale è ancora poco conosciuta lì, la rete di ricerca da sola raccoglie poco: il confronto vero si fa sulle campagne Meta.
Serve avere già un sito per partire?
Il sito è tuo e resta tuo: non lo realizziamo e non lo rifacciamo. Alla campagna serve una tua pagina su cui mandare chi ha cercato, e quale sia — quante ne hai, quale corrisponde a quale ricerca — è una delle cose che si guardano nella chiamata di selezione prima di partire.
Chi risponde a chi clicca sull'annuncio?
Non tu, se non vuoi. La richiesta entra nel CRM e viene presa in carico dall'assistenza che fissa gli appuntamenti e tiene l'agenda: è la parte di cui parlano anche le recensioni pubblicate, perché il paziente che non riceve risposta in fretta prenota altrove.
Devo occuparmi io della piattaforma o guardare i pannelli?
No: la piattaforma non la devi aprire mai. Come funziona la pubblicità su Google nel dettaglio — quali frasi si comprano, quali si escludono, quale annuncio va su quale ricerca — resta un problema nostro.
