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Una persona scorre il telefono: è così che una campagna Meta per uno studio di terapia manuale incontra un nuovo paziente

Facebook Ads per studi medici: come funzionano le campagne Meta di Med-Wave

Le Facebook Ads per studi medici servono a farsi notare da chi non ti sta cercando. Med-Wave costruisce e gestisce le campagne Meta degli studi di terapia manuale — fisioterapisti, osteopati, chiropratici, massoterapisti — cioè la parte del lavoro in cui il paziente va raggiunto prima che gli venga in mente di cercare qualcuno. Non è un corso e non è una consulenza Facebook Ads a ore: gli annunci li scriviamo, li mettiamo online, li seguiamo noi e li cambiamo quando le persone attorno al tuo studio li hanno già visti troppe volte.

Si parte da una candidatura: candidati come cliente e, se lo studio rientra nei criteri, si passa a una chiamata di selezione.

Perché le sponsorizzate Facebook devono interrompere, invece di rispondere

Le sponsorizzate Facebook di uno studio non rispondono a una domanda: la creano. Chi vede il tuo annuncio non stava cercando un terapista — stava scorrendo il feed fra le foto di un compleanno e un video di ricette, e la sua cervicale era uno dei tanti fastidi che rimanda da mesi.

Questo cambia tutto il modo in cui si costruisce l'annuncio. Le campagne sponsorizzate Facebook che gestiamo hanno tutte lo stesso mestiere: fermare il pollice di una persona che, dieci secondi fa, non pensava alla sua schiena. Prima devi interrompere, poi devi dare un motivo per fermarsi, e solo alla fine puoi chiedere qualcosa. Chi inverte l'ordine — annuncio bello, nessun motivo, modulo lungo — paga il feed e non incassa niente.

Fare pubblicità su Facebook per uno studio significa anche scegliere tu chi vedrà l'annuncio: qui nessuno digita niente, quindi il pubblico non si presenta da solo, lo componi. È lo stesso motivo per cui una pagina curata e i post organici non fanno questo lavoro: un post lo vedono soprattutto le persone che ti seguono già, cioè in larga parte quelle che ti conoscono, mentre una sponsorizzata la vede chi non ti ha mai sentito nominare e abita a pochi minuti dal tuo studio.

Cosa è incluso nel servizio campagne Meta

Quando parliamo di annunci su Facebook (Meta Ads, nel nome di oggi) parliamo di un lavoro che comincia dove non c'è nessuna ricerca da intercettare, e che comprende:

  • la composizione del pubblico: raggio attorno all'indirizzo dello studio, fasce d'età, abitudini e interessi coerenti con i pazienti che vuoi, più le esclusioni;
  • i creativi: testi, immagini e video degli annunci, prodotti e rinnovati da noi. Su Meta il creativo è parte del targeting, perché sono le persone che si fermano a guardarlo a insegnare alla campagna chi cercare dopo;
  • la scelta del formato: video o immagine ferma, modulo dentro l'app o clic verso il sito. Sono decisioni, non gusti: il modulo in-app abbassa l'attrito ma fa entrare anche chi ha toccato per sbaglio, il clic verso il sito filtra di più ma perde per strada chi stava solo scorrendo;
  • l'offerta d'ingresso: il motivo concreto per cui una persona dovrebbe alzare la mano oggi e non «quando avrò tempo». Si decide insieme a te, perché deve essere sostenibile per la tua agenda;
  • le domande di qualificazione nel modulo, che servono a rimettere un po' di attrito dove il feed lo ha tolto tutto;
  • la manutenzione continua: si cambiano i creativi man mano che il pubblico raggiungibile li ha già visti, e si guarda quali annunci portano persone che poi si presentano davvero;
  • la consegna dei contatti, che non restano dentro Meta ma finiscono nel CRM dello studio.

Le campagne Meta sono uno dei pezzi del servizio completo: da sole portano contatti che non ti stavano cercando, e un contatto così si raffredda in fretta.

Come funziona, passo per passo

Come funziona Facebook Ads quando dall'altra parte c'è uno studio, e non un negozio online, si vede meglio guardando i passi in ordine.

  1. 01

    Si costruisce il pubblico, perché nessuno lo cerca al posto tuo.

    Un e-commerce può vendere in tutta Italia; tu no. La pubblicità mirata su Facebook per uno studio parte da un raggio che una persona è disposta a percorrere per una seduta, ma il raggio da solo non basta: dentro quel cerchio c'è tutto il paese, e la campagna deve restringere su chi ha qualche probabilità di riconoscersi nel problema.

  2. 02

    Si sceglie che cosa dice l'annuncio.

    Non «sono un osteopata, ecco i miei servizi», ma il problema con cui la persona convive: la spalla che non si alza, il mal di schiena che torna ogni volta che si guida, la gravidanza che cambia gli appoggi. Chi non stava cercando niente non legge un elenco di servizi: si riconosce, o scorre.

  3. 03

    Si costruisce l'offerta d'ingresso.

    Deve essere abbastanza chiara da capirsi in una riga e abbastanza precisa da scoraggiare i curiosi. Un'offerta gonfiata qui non si paga solo in disdette: la delusione torna indietro come commento sotto l'annuncio, dove la leggono tutti gli altri che stavano ancora decidendo.

  4. 04

    Si raccoglie il contatto dentro Facebook.

    Qui entra in gioco il formato delle Facebook lead ads: un modulo che si apre dentro l'app, già compilato con i dati del profilo. Una persona che sta guardando il telefono in fila alla cassa non apre un sito, non cerca la mail e non compila otto campi.

  5. 05

    Si qualifica prima che il contatto arrivi in agenda.

    Nel feed alzare la mano costa quasi niente, quindi arriva anche chi ha toccato per sbaglio o per curiosità: le domande del modulo rimettono un po' di attrito e fanno emergere chi ha davvero un problema da trattare. Un contatto in meno oggi vale più di un buco in agenda venerdì pomeriggio.

  6. 06

    Si tiene viva la campagna.

    In un bacino locale il pubblico è finito: le stesse persone rivedono gli stessi annunci finché smettono di vederli. Per questo i creativi si ruotano prima che si consumino, e non quando i numeri sono già scesi.

Chi compila il modulo, intanto, resta dentro Facebook e torna a scorrere: non ha aperto un tuo sito, non ha salvato il numero, non ha una scheda da riguardare

È il motivo per cui qui la velocità del primo contatto pesa più che altrove, e perché il modo in cui questi passi si traducono in pratica cambia con la categoria: il pubblico di chi lavora con i fisioterapisti e quello di chi lavora con gli osteopati non hanno lo stesso punto di partenza né lo stesso ciclo di sedute.

Come si ragiona sull'investimento

Quanto costa la pubblicità su Facebook per uno studio non è una cifra che possiamo scrivere qui. Non pubblichiamo tariffe, non promettiamo un costo per contatto e non esistono numeri validi per tutti: qui non paghi una parola digitata, paghi l'attenzione di persone che non ti stavano cercando, e quel prezzo cambia con quante volte devi ripassare davanti alle stesse.

Quello che si può dire è come sono fatti i conti. Le Facebook Ads hanno costi di due tipi, e vanno tenuti separati: il budget che va a Meta e paga il fatto di comparire in mezzo a quello che le persone stavano guardando, e il lavoro di chi costruisce e segue le campagne. Una sponsorizzata Facebook e i suoi costi, in un bacino stretto, non si comportano come in un mercato ampio: le stesse persone vanno raggiunte più volte, e ogni ripassaggio si paga.

Quello che sposta davvero il conto, invece, è questo:

  • quante persone ci sono davvero dentro il raggio: sotto una certa ampiezza la campagna finisce il pubblico e ricomincia a mostrarsi alle stesse facce;
  • quanti passaggi servono: chi non ti cercava quasi mai alza la mano al primo incontro con l'annuncio;
  • quanto è chiara l'offerta: un'offerta confusa fa alzare la mano alle persone sbagliate, e con un modulo già compilato alzare la mano è facilissimo;
  • quanti slot liberi hai davvero: un'agenda già piena non ha bisogno di più contatti, ha bisogno di contatti migliori;
  • quanto in fretta richiami: chi ha compilato dieci minuti fa stava guardando altro, e domani può non ricordare nemmeno di averlo fatto.

Cosa NON fa questo servizio, e a chi passa la palla

Non intercetta chi ti sta già cercando.

La domanda «Facebook Ads vs Google Ads» è quasi sempre mal posta. Se una persona apre Google e digita il nome della tua professione con la città accanto, ha già deciso: sta solo scegliendo chi. Messa così, Facebook Ads e Google Ads non sono due strumenti in gara: sono due momenti diversi della stessa testa, e quel secondo momento lo copriamo con le campagne Google.

Non gestisce il contatto dopo il click.

Quando qualcuno lascia il numero, il lavoro delle campagne è finito. Chi lo richiama, in quanto tempo, che cosa succede se non risponde e dove resta scritto tutto questo: sono cose del CRM per studi medici, ed è lì che si perdono i contatti che le campagne hanno pagato.

Non è la gestione dei tuoi profili social.

Qui si parla solo di annunci a pagamento: se il tuo problema è pubblicare con costanza, questa non è la risposta.

Cosa raccontano i partner che le hanno provate

Le recensioni video complete stanno su dicono di noi.

Queste due riguardano da vicino la parte pubblicitaria

Elia Palatron, osteopata. Prima di lavorare con noi aveva già provato a farsi da solo le campagne su Facebook, dicendo apertamente di non essere un pubblicitario. Mario Torcinaro, osteopata. Racconta che dal suo profilo Instagram non gli era arrivato nemmeno un paziente.

  • "In 3 settimane mi sono trovato da lavorare a domicilio ad avere uno studio e lavorare tutti i giorni 8 ore al giorno."
    Elia PalatronPartner Med-Wave
  • "In soli 15 giorni, ho acquisito 20 nuovi pazienti, una crescita che non mi aspettavo in così poco tempo. Mi avete tolto le ansie e portato risultati concreti."
    Mario TorcinaroPartner Med-Wave

Sono due storie singole, non una media e non una promessa

Tempi e numeri di ogni studio sono diversi.

Il passo successivo

Se hai uno studio di terapia manuale e vuoi che le campagne Meta le costruisca, le cambi quando si consumano e le segua qualcuno al posto tuo, il primo passo è la candidatura. Non prendiamo tutti: c'è una selezione all'ingresso e alcune categorie restano fuori.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra una sponsorizzata e un post sulla mia pagina?

Un post lo vede una parte di chi ti segue già; le sponsorizzate su Facebook le vedono persone scelte da te che non ti conoscono. I post sponsorizzati sono la via di mezzo — un contenuto tuo spinto a pagamento — e servono a farsi conoscere, non a riempire l'agenda.

In cosa siete diversi da un consulente Facebook Ads?

Un consulente Facebook Ads ti lascia in mano proprio la parte che si consuma: i creativi vanno rifatti man mano che il pubblico attorno allo studio li ha già visti, e quel lavoro non finisce mai. Noi lo teniamo noi, e non è una consulenza Facebook Ads a scadenza.

E rispetto a una agenzia generalista?

Una agenzia Facebook Ads generalista ottimizza per il carrello: insegue il clic che costa poco, e su uno studio il clic che costa poco è quasi sempre un curioso. Non serve un esperto Facebook Ads qualsiasi: serve qualcuno che sappia cosa mettere in un video quando dall'altra parte c'è una persona che non stava cercando niente.

Chi scrive gli annunci e sceglie le foto?

Li prepariamo noi: è la parte del lavoro che un servizio done-for-you toglie dal tuo tavolo. Quando un annuncio si consuma, il ricambio è un nostro problema, non un compito che ti torna indietro il lunedì mattina.

In quanto tempo arrivano i primi contatti?

Non promettiamo tempi, perché dipendono dalla zona, dall'offerta e dal periodo dell'anno. Le esperienze raccontate dai nostri partner nelle recensioni video sono la loro storia, non un risultato garantito per chiunque.

Devo avere già un sito o una pagina con molti follower?

No: la campagna viene mostrata al pubblico che costruiamo — i tuoi follower si possono anche escludere, se ha senso farlo — e il modulo si compila dentro Facebook. Serve invece un'agenda con spazio vero, perché un contatto che non richiami torna a scorrere il feed e si dimentica di te.