
Marketing per osteopati: come portare nuovi pazienti in studio
Il marketing per osteopati parte da un ostacolo che le altre terapie manuali non hanno: prima di scegliere te, il paziente deve capire che cosa sia l'osteopatia. Noi ti portiamo nuovi pazienti direttamente in studio — li troviamo con campagne Meta e Google, finiscono nel CRM, e un'assistente virtuale fissa gli appuntamenti e gestisce la tua agenda. Tu tratti, noi riempiamo l'agenda. Lavoriamo a distanza con studi di osteopatia in tutta Italia — dove l'osteopatia è già di casa e dove il paziente la sente nominare per la prima volta — e non prendiamo chiunque: si entra per candidatura.
La candidatura è il primo passo, poi c'è una call di selezione.
Il tuo paziente decide due volte, e paga di tasca sua
L'osteopatia non è convenzionata: la seduta la paga il paziente, per intero, con i suoi soldi. Questo significa che ogni nuovo paziente prende due decisioni in fila — prima se l'osteopatia serve al suo problema, poi se sei tu la persona a cui affidarlo. E il termine di paragone che ha in testa mentre decide non è un altro osteopata: è il fisioterapista, il nome che conosce già.
La prima decisione — «l'osteopatia serve al mio problema?» — il paziente la prende da solo, davanti a Google, prima ancora di sapere che il tuo studio esiste. E infatti la va a cercare: digita «osteopatia funziona o no», «cosa fanno gli osteopati», «osteopata è detraibile dal 730» prima di aver scelto uno studio. È una domanda tiepida, curiosa, non ancora convinta: chi la sta facendo deve convincersi prima dell'osteopatia e solo dopo di te, e nel frattempo confronta la tua figura con quella del fisioterapista. Va scaldata, non intercettata.
Ecco perché il marketing che funziona altrove qui gira a vuoto. Stampare biglietti da visita per osteopati e aspettare il passaparola è marketing di attesa: il biglietto lo legge chi ti conosce già, mentre il paziente nuovo deve ancora capire di che cosa si occupa un osteopata. E nell'osteopatia il passaparola ha un passaggio in più: chi si è trovato bene deve spiegare all'amico anche che cosa sia l'osteopatia, prima di riuscire a consigliarti.
«La gente non cerca l'osteopata, cerca il fisioterapista»
È vero, ed è la ragione per cui non ti proponiamo di comprare più visibilità sulla parola «osteopata». Le campagne che riempiono uno studio di osteopatia non partono dalla professione: partono dal problema che il paziente si sente addosso, e presentano lo studio a chi sta cercando aiuto per quel problema.
Il paziente non si sveglia con il bisogno di un osteopata. Si sveglia con la cervicale che non passa da tre settimane, con il neonato che inarca la schiena a ogni poppata, con la spalla che tira dopo mesi di scrivania.
La parola «osteopata» arriva alla fine del suo ragionamento, non all'inizio: prima passa dalle domande qui sotto, e la campagna deve aspettarlo lì
| Cosa digita davvero il paziente | Cosa deve fare la campagna |
|---|---|
| «fisioterapista e osteopata differenza» | Non litigare con la fisioterapia: spiegare in una riga quando conviene l'una e quando l'altra, e far scegliere lui |
| «osteopatia funziona o no» | Mettere davanti la prova — volti, recensioni, un caso concreto — prima del pulsante di prenotazione |
| «osteopata è detraibile dal 730» | Togliere l'attrito economico dalla pagina di destinazione, senza promettere nulla che non sia verificabile |
| «osteopata + nome della città» | Comparire con l'agenda già visibile, perché qui la decisione è presa e vince chi si fa prenotare in meno passaggi |
Le campagne Meta le costruiamo su questo doppio salto — dal problema all'osteopatia, dall'osteopatia a te
Ed è il motivo per cui una creatività copiata da uno studio di fisioterapia non regge: là il nome del mestiere basta a farsi cercare, qui va spiegato prima di poter essere cercato. Come lavoriamo le campagne Meta per gli studi è spiegato nella pagina del servizio.
Che cosa facciamo, in concreto, per uno studio di osteopatia
La catena l'hai già letta qui sopra, in una riga. Quello che cambia, su uno studio di osteopatia, è dove la pieghiamo.
- Le campagne parlano al paziente che ha un sintomo, non al collega che sa già cos'è la manipolazione viscerale.
- L'insegna. Se il tuo studio si presenta come «fisioterapia e osteopatia», la campagna deve dichiarare quale delle due porte sta aprendo: altrimenti il paziente prenota la fisioterapia, che è la parola che riconosce, e l'osteopatia resta la seconda riga dell'insegna anche quando è il tuo mestiere principale.
- Il primo contatto viene qualificato prima di arrivare a te: chi sta cercando un ciclo di fisioterapia prescritto dal medico, o un massaggio, non entra in agenda al posto di un paziente osteopatico. E la madre che scrive per un neonato di tre mesi — l'ambito pediatrico, in cui si sono specializzati o formati quattro degli osteopati che vedi su dicono di noi — non finisce nella stessa coda di chi ha la lombalgia da scrivania: sono due richieste diverse e non si rispondono con lo stesso messaggio.
- L'agenda si riempie da sola. Un gestionale per osteopati tiene in ordine cartelle, richiami e fatture: è l'archivio dello studio, non un canale di acquisizione. Chi cerca un gestionale di osteopatia sta cercando ordine; noi partiamo da dove quell'ordine finisce, cioè dal primo contatto di un paziente che ancora non ti conosce — ed è esattamente il lavoro del CRM per studi medici.
- Le recensioni non le chiedi tu: le chiediamo noi ai tuoi pazienti, e una recensione positiva a un osteopata lavora due volte, perché chi la legge la usa anche per capire se l'osteopatia fa al caso suo.
Come si parte
Si parte da una candidatura, non da un preventivo. Compili il modulo, ci parliamo in una call di selezione e capiamo insieme se ha senso lavorare assieme: non lavoriamo con tutti, e uno studio dove l'osteopatia divide la stanza con la fisioterapia senza che nessuno abbia deciso quale delle due far crescere è il primo a cui diciamo di no.
Se ci sono i presupposti si parte, e la prima decisione da prendere insieme è una sola: da quale porta entrare. Il neonato che non dorme, la cervicale che non passa, lo sportivo che si ferma sempre nello stesso punto sono pubblici diversi, e un osteopata che li vuole tutti e tre non li intercetta con lo stesso annuncio. Da lì in poi il lavoro operativo è nostro: a te restano i pazienti in studio.
Quanto costa, e perché non trovi una cifra qui
Non pubblichiamo tariffe perché l'investimento non dipende da noi ma dal tuo studio: da quanti posti liberi hai davvero in agenda, dal valore di una seduta nel tuo listino, da quante volte un paziente torna e — la voce che qui pesa più che altrove — da quanto la tua zona sa già che cosa sia l'osteopatia. Dove la disciplina va spiegata da zero, la campagna deve fare due lavori invece di uno. E un osteopata che vive di pediatrico non parla allo stesso pubblico di uno che lavora su sportivi adulti: fingere un prezzo unico sarebbe un numero inventato.
Per lo stesso motivo non troverai qui una promessa di quanti pazienti arriveranno: quello che possiamo mostrarti è che cosa hanno raccontato i professionisti che lavorano con noi.
Le prove: chi lo ha già fatto
Le nostre uniche prove sono le video recensioni pubblicate, con nome, cognome e volto. Nella pagina dicono di noi trovi 22 video recensioni di professionisti della salute e del benessere: osteopati, fisioterapisti, massoterapisti, chinesiologi, naturopati e infermieri — e la parte più numerosa, di gran lunga, sono osteopati.
Due di quelle interviste dicono meglio di noi qual è il problema di questa professione. Angela Ferrantino, osteopata con specializzazione pediatrica, racconta che nel comune dove vive nessuno sa che fa l'osteopata. Elio Maria Leone, osteopata da oltre dieci anni, racconta di essersi sentito dire da persone del suo paese che non sapevano ci fosse un osteopata lì.
Non è un problema di bravura: è una professione che nessuno cerca finché non sa che esiste
Tommaso Menini, osteopata, sullo scetticismo verso le agenzie di settore. Angela Ferrantino, osteopata, dopo le prime settimane. Marta Giavazzi, osteopata, sull'agenda.
Sono veramente soddisfatto dei risultati inaspettati ottenuti viste anche le esperienze precedenti con agenzie "specializzate". L'unica cosa che consiglio ai miei colleghi o comunque chiunque che si lavori nel mondo della salute, del benessere è di prendere coraggio e farlo e basta, perché probabilmente il dubbio è l'investimento economico ma poi torna tutto indietro, è veramente un programma ottimo.
Tommaso MeniniPartner Med-Wave "Sono passate solo 3 settimane e devo ammettere che l'agenda è completamente piena. Mi è sembrato quasi un giochino, vedo le notifiche sull'app di nuovi pazienti che hanno preso appuntamento senza che io faccia nulla."
Angela FerrantinoPartner Med-Wave " Sull'efficacia del servizio non ho proprio niente da dire e i risultati sono rapidi, che è una cosa fondamentale. Inoltre il fatto che Med-Wave includa una segretaria AI nel servizio è sicuramente di grande aiuto... ritrovarsi l'agenda già piena a fine giornata senza dover chiamare nessuno e accordarsi per gli orari è molto comodo"
Marta GiavazziPartner Med-Wave
Sono tre storie singole, con tempi diversi fra loro
Le trovi per intero, con i volti di chi parla, su dicono di noi.
Se vuoi vedere il lato tecnico di come si qualificano i contatti prima che entrino in agenda, l'abbiamo raccontato in pazienti qualificati per osteopati: ottimizzare le campagne pubblicitarie.
Il passo successivo
Se il tuo studio di osteopatia ha posto in agenda e vuoi smettere di dipendere dal passaparola, candidati: valutiamo insieme se ci sono i presupposti per lavorare assieme.
Domande frequenti
Funziona anche se nella mia zona quasi nessuno sa cos'è l'osteopatia?
Sì, ed è anzi il caso in cui la parte di educazione della domanda pesa di più: è la situazione da cui partono diversi osteopati che vedi su dicono di noi. Le campagne partono dal sintomo e non dal nome della professione, così il paziente capisce che cosa fai senza doversi prima chiarire da solo che differenza c'è fra te e il fisioterapista.
Mi porterete pazienti che in realtà cercavano un fisioterapista?
No, ed è il punto in cui filtriamo di più. Chi risponde viene qualificato prima di entrare in agenda: se cerca un ciclo prescritto dal medico o un massaggio, non ti viene passato come paziente osteopatico.
Devo abbassare il prezzo della seduta perché funzioni?
No. Non chiediamo sconti né promozioni civetta: nell'osteopatia lavorano contro di te, perché il paziente che paga di tasca sua rischia di leggere il prezzo basso come un segnale sulla qualità del trattamento.
Ho già un gestionale per lo studio: mi serve anche il vostro CRM?
Sono due cose diverse. Il gestionale archivia i pazienti che hai già; il CRM lavora i contatti che non sono ancora pazienti, e li accompagna dal primo messaggio all'appuntamento fissato.
In quanto tempo arrivano i primi appuntamenti?
Non promettiamo tempi. Nelle testimonianze pubblicate su dicono di noi i primi nuovi pazienti arrivano in genere entro le prime due o tre settimane di lavoro insieme, e diversi partner raccontano di aver riempito l'agenda entro il primo mese.
