• it
  • en

Quanto guadagna un massoterapista?

«Quanto guadagna un massoterapista» è una domanda che in Italia, scritta esattamente così in un motore di ricerca, la fanno in quaranta ogni mese. Questo articolo non risponde con una cifra, ed è meglio dirlo alla prima riga che alla quinta: una cifra sola, per questo mestiere, sarebbe la media fra situazioni che non hanno quasi niente in comune fra loro. Quello che si può fare — e che qui sotto si prova a fare — è mettere in fila da che cosa dipende il compenso, quali dati esistono davvero, e come si leggono i numeri che circolano.

Due avvertenze sul metodo, perché l'argomento se le merita. Dove c'è una regola che non dipende da noi — che cosa il profilo professionale consente di fare, come si passa dai compensi incassati al reddito, che cosa si può scrivere in un annuncio sanitario — c'è il link alla fonte da cui è presa, aperta e letta mentre l'articolo veniva scritto. Dove invece si ragiona, è dichiarato che si sta ragionando. Nomi di prodotti non ne trovi, e nemmeno le nostre tariffe: le prime non c'entrano con la domanda, le seconde non le pubblichiamo.

Quanto guadagna un massoterapista?

Dipende da tre cose che nessuna media tiene insieme: quali trattamenti si è titolati a erogare, quante ore della settimana sono davvero occupate, e quanto dei compensi resta dopo imposte e contributi. La prima delle tre non è nemmeno una variabile economica — è il perimetro dell'attività, e in Italia lo fissano le norme sul profilo professionale.

Conviene partire da lì, perché è la parte che quasi nessuno guarda quando cerca una cifra. «Massoterapista» in italiano corrente indica chi lavora con il massaggio, ma non è un'etichetta unica: dal 2018 esistono, presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, gli elenchi speciali a esaurimento, istituiti in base alla legge 11 gennaio 2018, n. 3 e al decreto ministeriale del 9 agosto 2019, e i massofisioterapisti sono una delle diciassette figure che vi compaiono. Chi è iscritto lì e chi non lo è non hanno davanti lo stesso elenco di cose che possono fare, e quindi nemmeno lo stesso elenco di cose che possono farsi pagare.

Su che cosa quell'iscrizione consenta, la Federazione nazionale di quegli Ordini si è espressa per iscritto. Nella circolare del 26 novembre 2024 sulle attività dei massofisioterapisti richiama il decreto ministeriale n. 105 del 1997, secondo cui «la professione sanitaria ausiliaria di massofisioterapista è praticata attraverso il massaggio terapeutico, igienico, connettivale, estetico applicato allo sport, con modalità differenti a seconda della patologia e dell'età dei pazienti», e conclude che il massofisioterapista iscritto all'elenco speciale «può legittimamente svolgere tutte le terapie di massaggio e di fisioterapia in ausilio all'opera dei medici sia nel libero esercizio della professione sia nell'impiego in enti pubblici e privati».

La conseguenza sul compenso è diretta, e non passa per il marketing: il perimetro decide quali voci possono stare in un listino, prima ancora che si decida quanto scriverci accanto. Due persone che il pubblico chiama allo stesso modo possono avere due listini che non si sovrappongono — ed è la prima delle ragioni per cui le medie che si leggono in giro non vogliono dire granché.

Che cosa determina davvero il compenso?

Cinque voci, e solo la prima somiglia a un prezzo. Le altre quattro — le ore occupate, le ore non pagate, i costi dello studio e la stagionalità — non compaiono in nessun listino, e sono quelle che decidono quanto della tariffa resta davvero.

Una dichiarazione prima di leggere la tabella, perché è il punto in cui un articolo come questo di solito bara. La tabella qui sotto non ha una colonna di cifre: non perché sia stata tolta per prudenza, ma perché nessuna fonte aperta e verificabile è stata trovata nel corso di questo lavoro per riempirla in modo onesto. Elenca quindi le voci e da che cosa dipendono, che è l'informazione che serve davvero a chi sta facendo il conto per il proprio studio — dove i numeri li ha già, e sono i suoi.

VoceDa che cosa dipendeChe cosa la fa variare
La tariffa del trattamentoDal tipo di seduta e da che cosa il profilo professionale consente di erogare: il perimetro lo fissa la norma, non il listinoLa durata della seduta, la zona in cui si lavora, e se il trattamento richiede apparecchiature e la formazione per usarle
Le ore effettivamente occupateDa quante persone entrano in studio, non da quante ore lo studio resta apertoQuanti canali portano richieste, quante prime sedute diventano una seconda, e il mese dell'anno
Le ore non pagateDa tutto quello che sta fra un trattamento e l'altro: spostamenti, telefono, messaggi, buchi in agenda, amministrazioneQuanta di quella parte resta addosso al professionista e quanta la copre qualcun altro
I costi dello studioDallo spazio, dalle attrezzature e dagli obblighi fiscali e contributivi di chi lavora in proprioSe lo spazio è di proprietà, condiviso o affittato a ore, e il regime fiscale con cui si è aperta la partita IVA
La stagionalitàDai mesi in cui le persone si fanno trattare e da quelli in cui sparisconoIl tipo di clientela, e se esiste un canale che porta richieste anche nei mesi vuoti

Sulla prima riga vale la pena aggiungere una cosa che sposta più di quanto sembri. La stessa circolare del 2024 affronta il tema delle apparecchiature elettromedicali e osserva che «l'ordinamento giuridico non contempla fonti legislative e/o regolamentari che, in via esclusiva o escludente, contengano la tassativa individuazione delle figure professionali espressamente abilitate all'utilizzo degli elettromedicali», concludendo che nulla osta al loro utilizzo da parte del massofisioterapista iscritto all'elenco speciale «allorquando sia in possesso di adeguata formazione nell'applicazione di tali tecnologie e ne conosca, anche in virtù del comprovato aggiornamento, le controindicazioni ed il suo utilizzo in sicurezza». Tradotto sul listino: la condizione non è possedere l'apparecchio, è la formazione — ed è un costo che precede il primo trattamento pagato.

Perché le cifre che si leggono online non si assomigliano?

Perché quasi nessuna dichiara che cosa sta misurando. Lo stesso lavoro produce un compenso incassato, un reddito imponibile e un netto, e a parità di sedute sono tre numeri diversi: finché una cifra non dice quale dei tre è, non si può confrontare con nessun'altra.

Il passaggio da uno all'altro è scritto nero su bianco. Per chi rientra nel regime forfetario — quello che l'Agenzia delle Entrate riserva a chi ha «conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro» — il reddito imponibile non è ciò che si è incassato: si ottiene applicando ai compensi un coefficiente di redditività, sottraendo poi i contributi previdenziali obbligatori, e su quel risultato si paga un'unica imposta sostitutiva del 15 per cento, ridotta al 5 per i primi cinque anni in presenza dei requisiti previsti. Sono tre passaggi, e ognuno cambia il numero: una cifra che non dice a quale dei tre punti è stata presa è illeggibile.

La seconda ragione l'abbiamo già vista e vale la pena ripeterla qui, perché è quella che fa più danni: la stessa parola copre posizioni professionali diverse, con perimetri diversi. Una media che mescola chi lavora in un proprio studio, chi collabora con una struttura e chi fa massaggio in un contesto di benessere non descrive nessuno dei tre.

Per questo qui non c'è una cifra. Non è una reticenza: è che pubblicarne una senza una fonte che la sostenga sarebbe esattamente il gesto che rende inutili le pagine che rispondono a questa domanda. Se ti serve il numero, l'unico affidabile è quello che ricavi dai tuoi: tariffa media per sedute effettive del mese, meno i costi fissi, meno la quota di imposte e contributi che il tuo regime prevede.

Che differenza fa lavorare in proprio invece che per uno studio?

In proprio si tiene tutta la tariffa e si pagano tutti i costi, compreso quello di procurarsi le persone; in collaborazione se ne tiene una parte e i costi li porta qualcun altro. La differenza vera non è la percentuale che resta: è chi risponde della settimana vuota.

Che la strada dello studio proprio sia praticabile non è un'opinione: la circolare già citata lo mette fra le sue conclusioni, dicendo che «nulla osta a che un Massofisioterapista iscritto all'ESE eserciti le proprie attività in un proprio studio professionale». Quello che cambia, passando da collaboratore a titolare, non è solo la quota trattenuta: è che il compito di riempire l'agenda si sposta di persona, e diventa una voce di lavoro che prima non c'era.

Alberto Dalmasso questa parte la conosce da entrambi i lati. Ha uno studio in provincia di Novara da oltre dieci anni, è massofisioterapista oltre che laureato in scienze motorie, e si occupa prevalentemente di massaggio terapeutico, decontratturante, sportivo e linfodrenante e di riabilitazione funzionale: il listino largo di chi lavora in proprio. Prima di arrivare a noi aveva provato più di una strada per riempirlo, comprese campagne fatte in autonomia dopo un corso, senza che i risultati arrivassero. Fra le video recensioni pubblicate la sua dice che «ho acquisito clienti in target che prenotano da soli, senza doverli inseguire»: sono parole sue, riferite al suo studio, e restano il suo caso — non un risultato che promettiamo a te.

Che cosa cambia quando l'agenda è piena a metà?

Cambia che i costi restano interi mentre gli incassi si dimezzano, quindi l'ora vuota non è neutra. È il punto in cui il compenso smette di dipendere dalla tariffa e comincia a dipendere da quante richieste si riesce a raccogliere.

Il ragionamento è nostro e lo dichiariamo come tale, ma l'aritmetica è difficile da smentire: l'affitto dello spazio, le attrezzature e la quota fissa degli obblighi di chi ha una partita IVA non si dimezzano quando la settimana è vuota. Per questo, a metà agenda, alzare la tariffa sposta molto meno di quanto sposti riempire due ore che erano già pagate. È anche il motivo per cui il conto va fatto sul mese e non sulla singola seduta.

La stagionalità è la forma più brutale di questo problema, perché arriva ogni anno alla stessa data. Morena Vallarin fa la massaggiatrice da dieci anni ed è specializzata da due in massoterapia del benessere, con massaggi decontratturanti e drenanti; nel suo racconto agosto era il mese che aspettava con più timore, tutti gli anni. Della prima estate passata diversamente scrive, nella sua recensione pubblicata, «Ho più che raddoppiato il mio fatturato in un mese, il mese di agosto»: è il suo mese e il suo studio, e lo riportiamo per quello che è — un caso, non una previsione.

C'è però una parte del problema che non si risolve aprendo un canale, e si vede proprio nei mesi pieni: le richieste arrivano mentre hai le mani occupate, e una richiesta che aspetta troppo va altrove. Che cosa fa, in concreto, una segretaria virtuale per studi medici è scritto nella sua pagina: qui basta dire che è la voce che trasforma una richiesta in un'ora occupata, ed è l'unico pezzo del conto che non dipende da quanto sei bravo con le mani.

Che cosa si può fare per riempire le ore vuote?

Aprire un canale che porti richieste anche quando il passaparola è fermo, sapendo che in Italia quel canale ha un perimetro di contenuto fissato per legge. E accettare che la parte che non si delega resti sempre la stessa: rispondere, perché una richiesta senza risposta non è un'ora riempita.

Il perimetro conviene leggerlo prima di scrivere il primo annuncio, non dopo. Il comma 525 della legge di bilancio 2019 stabilisce che le comunicazioni informative delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie possono contenere unicamente le informazioni «funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente». Chi è tenuto a rispettarlo dipende dalla posizione in cui si è iscritti — la norma nomina gli albi degli Ordini — e questa è la ragione in più per sapere con precisione dove si sta, prima ancora che per ragioni di listino.

Dentro quel perimetro resta comunque quasi tutto ciò che serve, perché toglie l'unica cosa che in questo mestiere non convinceva nessuno. Una persona che deve farsi trattare non si decide per un superlativo: si decide sapendo che cosa tratti, quanto dura la seduta, dove sei e quando sei aperto. Sono informazioni, e sono tutte dicibili. Come si costruisce una campagna che sta dentro quelle regole e intercetta chi non ti sta cercando è il contenuto della pagina sulle facebook ads per studi medici.

Se invece la domanda è più larga — chi fa che cosa, fra le campagne, la raccolta delle richieste e l'agenda — quello è il lavoro che descrive la pagina di un'agenzia marketing sanitario, ed ha senso leggerla dopo questo articolo e non prima: qui sopra c'è il perimetro di quello che decidi tu da solo, e per il compenso di un massoterapista è la parte che pesa di più.

Se le ore vuote in agenda sono il motivo per cui sei arrivato fin qui, e non la curiosità sulla media di categoria, quella è la parte di cui ci occupiamo noi: puoi Candidati come cliente.

Candidati come partner compilando il modulo

Compila il modulo per candidarti e poter riempire la tua agenda con nuovi pazienti/clienti in tempi record!

Sarai ricontattato entro pochi minuti su whatsapp per fissare una chiamata conoscitiva con un membro del nostro team!

  • In 3 settimane mi sono trovato da lavorare a domicilio ad avere uno studio e lavorare tutti i giorni 8 ore al giorno.
    EliaPartner Med-WaveElia, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio
  • Sono sempre stato molto scettico sulle pubblicità per il settore sanitario, ho trovato tanta professionalità e apertura al confronto. Ora devo trovare spazio per le seconde visite!
    DanielePartner Med-WaveDaniele, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio
  • Siete strepitosi e accompagnate l'operatore in tutto e per tutto! La mia prima disponibilità dopo 15 giorni è tra oltre due settimane.
    AmbraPartner Med-WaveAmbra, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio
  • È sorprendente! Le prime settimane non capivo come fosse possibile: finivo di trattare un paziente e mi trovavo 4 nuovi appuntamenti fissati in agenda. 
    TommasoPartner Med-WaveTommaso, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio
  • "Con Agenzie Marketing ma non ero per nulla soddisfatto dei risultati, con voi sono passato da una settimana da un paziente a uscire dallo studio alle 8 di sera ogni giorno."
    MichelePartner Med-WaveMichele, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio
  • " Consiglio Med-Wave a tutti i professionisti che devono avviare lo studio come me o che vogliono consolidarlo per non avere periodi fisiologicamente più scarichi"
    CamillaPartner Med-WaveCamilla, partner Med-Wave, ritratto in divisa da studio

Modulo di candidatura

Ti ricontattiamo su WhatsApp, senza chiamate a sorpresa.

Passo 1 di 3 — i tuoi dati

 Perchè il successo è assicurato con noi ? 

Ci occuperemo a 360* della tua presenza online sviluppando un brand forte con risultati duraturi, dell'attrazione nuovi pazienti, della loro gestione e dell'aumento del Lifetime Value di ciascuno di essi (quanto ogni paziente ti porta in termini monetari nell'arco della sua vita).

  • Icona di un post social con cuore e simbolo del dollaro

    Contenuti social

    Creeremo e pubblicheremo su tutti i tuoi social molteplici post a settimana personalizzati per la tua attività e, soprattutto, in grado di portati appuntamenti in studio.

  • Icona di un sito web con visitatori che si trasformano in pazienti

    Sito Web

    Creeremo per te un sito WEB ad alta conversione capace di trasformare i visitatori in pazienti a prenotare un appuntamento

  • Icona di un indicatore di soddisfazione con volto sorridente e stelle

    SEO - Recensioni

    Per risultare come primo risultato di ricerca su Google ed essere scelto da chi sta cercando devi essere l'attività con più recensioni e con il punteggio più alto. Penseremo noi a chiederle ai tuoi pazienti assicurandoci che vengano pubblicate solo quelle a 5 stelle!

  • Icona di un razzo in decollo

    Advertising

    Creiamo e gestiamo per te campagne pubblicitarie testate per l'acquisizione pazienti con un ritorno istantaneo medio sull'investimento dell'8.4x!

    Porteremo a massimo regime la tua attività in 90 giorni.

  • Icona di frecce circolari attorno a una mano che riceve denaro

    Aumento LTV

    Attraverso campagne di riattivazione strategiche a COSTO 0 basate ad esempio su compleanni, festività o scadenze specifiche della tua categoria (es. pulizia dentale ogni 6 mesi) porteremo i tuoi pazienti sempre più frequentemente in studio.

  • Icona di una segretaria con cuffie e badge 24/7

    Segretaria 24/7

    Pazienti che si dimenticano dell'appuntamento saranno solo un lontano ricordo!

    Manderemo NOI i reminder e ci assicureremo che tutti i pazienti si presentino all'appuntamento!

Domande frequenti

Quanto guadagna un massoterapista?

Non esiste una cifra sola, e questo articolo non ne pubblica una: dipende da tre cose che nessuna media tiene insieme — quali trattamenti si è titolati a erogare, quante ore della settimana sono davvero occupate e quanto dei compensi resta dopo imposte e contributi. La prima delle tre non è nemmeno una variabile economica: è il perimetro dell'attività, e in Italia lo fissano le norme sul profilo professionale, non il listino dello studio. Chi cerca un numero solo sta in realtà cercando tre numeri diversi.

Che cosa determina il compenso di un massoterapista?

Cinque voci, e solo la prima somiglia a un prezzo: la tariffa del trattamento, le ore effettivamente occupate, le ore non pagate fra un trattamento e l'altro, i costi dello studio e la stagionalità. Le ultime quattro non compaiono in nessun listino e sono quelle che decidono quanto della tariffa resta davvero. È il motivo per cui due professionisti con la stessa tariffa possono chiudere l'anno in due modi molto diversi.

Perché le cifre sul reddito di un massoterapista non si assomigliano?

Perché quasi nessuna dichiara che cosa sta misurando. Lo stesso lavoro produce un compenso incassato, un reddito imponibile e un netto, e sono tre numeri diversi a parità di sedute: nel regime forfetario, per esempio, l'imponibile si ottiene applicando ai compensi un coefficiente di redditività e sottraendo i contributi previdenziali obbligatori, e solo su quel risultato si calcola l'imposta. Finché una cifra non dice quale dei tre è, non si può confrontare con nessun'altra.

Conviene lavorare in proprio o per uno studio di qualcun altro?

In proprio si tiene tutta la tariffa e si pagano tutti i costi, compreso quello di procurarsi le persone; in collaborazione se ne tiene una parte e i costi li porta qualcun altro. La differenza vera non è la percentuale ma chi risponde della settimana vuota: in proprio la settimana vuota è un costo del titolare. Vale la pena aggiungere che la possibilità di aprire uno studio proprio dipende dal profilo professionale e dalla posizione in cui si è iscritti, non da una scelta di marketing.

Che cosa si può fare per riempire le ore vuote in agenda?

Aprire un canale che porti richieste anche quando il passaparola è fermo, e sapere che in Italia quel canale ha un perimetro di contenuto fissato per legge: le comunicazioni informative delle strutture sanitarie private e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie possono contenere solo informazioni funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, esclusi gli elementi promozionali o suggestivi. La norma è linkata nel corpo dell'articolo. La parte che non si delega a nessun canale è rispondere: una richiesta senza risposta non è un'ora riempita.